• Responsabilità medica risarcimento danni

    Responsabilità medica risarcimento danni

  • Tutela gratuita vittime malasanità

    Tutela gratuita vittime malasanità

  • Consulenza qualificata e specializzata dei propri medici e avvocati

    Consulenza qualificata e specializzata dei propri medici e avvocati

apici_oLa nostra associazione si occupa di dare assistenza a

tutti coloro che subiscono episodi di responsabilità

medica, attraverso la preziosa collaborazione di

professionisti in tutta italia. L’associazione si avvale

di circa 30 medici legali, dislocati tra nord centro e

sud (isole comprese), nonchè di avvocati in ogni foro

di competenza, coordinati a livello centrale dall’Avv.

Paolo Bernardinetti e dall’Avv. Angelo Porzioli.

Pertanto l’associazione non incontra limiti territoriali

di operatività a livello Nazionale.apici_c

 

ASSISTENZA GRATUITA VITTIME MALASANITÀ

assistenza gratuita vittime malasanità

L’associazione DANNO MEDICO nasce dall’iniziativa di un gruppo di persone che offrono ogni giorno il proprio contributo personale al fine di tutelare i diritti civili dei cittadini nei confronti delle violazioni che vengono costantemente compiute a danno degli stessi. In particolare, l’associazione da voce ed assistenza alle vittime della malasanità , ovvero a coloro i quali hanno subito danni ascrivibili ad errori medici ed ospedalieri riconducibili ad imperizia o negligenza.

L’organizzazione mette a disposizione di chi intende avvalersene, l’esperienza maturata e le competenze specifiche del settore

L’associazione persegue due obiettivi:

  • fornire la più completa assistenza gratuita a coloro i quali hanno subito danni ingiusti per malasanita’ derivanti anche da responsabilità medica, attraverso la propria rete di consulenti, medici legali ed avvocati che condividono gli obbiettivi dell’associazione.
  • far ottenere un congruo risarcimento alle vittime di malasanita’ ed ai familiari, contribuendo indirettamente a migliorare il servizio sanitario nazionale (pubblico e privato) che rimarrebbe altrimenti immune da qualsiasi tipo di responsabilità.

 

“Risarcimento Malasanità 2,8 milioni di Euro”

L’Asl di Teramo è stata condannata a pagare un risarcimento di ben 2,8 milioni di euro per un errore medico che ha causato la nascita di un bimbo disabile.E’ il caso di malasanità denunciato da due genitori teramani, il padre professionista e la madre casalinga, che hanno avviato una causa civile con l’azienda sanitaria teramanese per mancato intervento da parte dei medici in seguito ad una valutazione diagnostica errata. A stabilire la sentenza è stato il Tribunale civile di Teramo, dove il giudice, Mauro Pacifico, ha accolto la tesi dei genitori, assistiti dall’avvocato Paolo Bernardinetti.
La vicenda risale al 1999, quando in seguito ad una terribile complicazione nella fase finale della gravidanza la donna incinta di due gemelli, si reca all’ospedale Mazzini di Teramo per una visita di controllo che ha come esito il riscontro della morte di un feto , mentre l’altro risulta in perfette condizioni. I medici decidono di non intervenire per l’estrazione del feto e dopo circa due settimane di ricovero in ospedale la donna viene trasferita prima a Chieti e poi al policlinico Gemelli di Roma dove partorisce. Il gemello vivo nasce, però con una grave malformazione cerebrale , secondo successivi accertamenti medici , generata dalla mancata estrazione del feto in progressiva decomposizione. Il mancato intervento da parte dei medici dell’ospedale sarebbe stato dunque la causa del danno subito dal neonato a cui successivamente è stata riscontrata una disabilità pari al 95%. Ai genitori, che si sono ritrovati a convivere con il dramma di un bimbo nato con una grave malformazione che poteva essere evitata, è stato riconosciuto il risarcimento milionario da parte dell’asl colpevole di negligenza di valutazione da parte dei medici che determinarono un ritardo fatale nell’applicazione della terapia che, stando alla sentenza, sarebbe stata necessaria e alla quale la donna fu sottoposta solo dopo il trasferimento in un altro ospedale, fuori dall’Abruzzo.

Scarica il testo della sentenza