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martedì, 16 aprile 2013

Il consenso informato è una manifestazione di volontà che viene accordata dal paziente, ad un qualsiasi trattamento sanitario. E’ chiaro che tale atto di volontà richiede il fatto che il medico (o la struttura sanitaria) debba adoperarsi al fine di informare compiutamente, il paziente che subirà il trattamento sanitario, affinchè lo stesso possa prestare un consapevole consenso. L’obbligo di informare il paziente proviene dalla Costituzione che consacra l’autodeterminazione dell’individuo altresì negando – ai sensi dell’art. 32 II comma Cost. – sia la possibilità di effettuare trattamenti sanitari a prescindere della volontà del paziente sia l’esistenza di un dovere giuridico di curarsi o di un dovere alla salute.

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martedì, 16 aprile 2013

responsabilità medicoLa Cassazione a Sezioni Unite fa il punto in merito all’onere della prova nelle cause di responsabilità medica.

La sentenza a Sezioni Unite della Cassazione del 11 gennaio 2008 n 577 ribadisce e consolida gli ultimi orientamenti della giurisprudenza sia di legittimità sia di merito di un regime probatorio particolarmente favorevole al paziente danneggiato. (altro…)

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martedì, 16 aprile 2013

reLa domanda che molti spesso si pongono è questa: come bisogna fare per ottenere il risarcimento dei danni provocati a causa di medici o di strutture cliniche ed ospedaliere? La legge dice che bisogna munirsi di una perizia medico-legale di parte nella quale sia dichiarata la responsabilità del medico ma soprattutto il rapporto di causalità che esiste tra il medico e il suo intervento, e le lesioni provocate al paziente. Tale perizia deve contenere una dichiarazione che stabilisca che le cause relative a ciò che un intervento medico può provocare, sono causa assoluta del comportamento del dottore, il quale con negligenza o imperizia o imprudenza ha causato un errore lieve o grave che sia. (altro…)

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martedì, 16 aprile 2013

errori medici

La responsabilità del medico è materia delicata e controversa.

L’ art. 28 della Cost. dice che “i funzionari e dipendenti dello stato e degli enti pubblici, sono direttamente responsabili secondo le leggi penali civili e amministrative degli atti compiuti in violazione dei diritti”. Su tale presupposto l’ente e il sanitario risponderebbero ugualmente per responsabilità contrattuale.

La sentenza della Suprema Corte n.589/1999 si riferisce al cosiddetto “contatto sociale” che da origine ad un “rapporto contrattuale di fatto”. Il “contatto” si crea al momento dell’accettazione del paziente in ospedale e, pur non costituendo formalmente un atto negoziale, da origine ad una vera obbligazione da parte del medico accettante con la conseguenza che quest’ultimo diviene contrattualmente responsabile verso il “malato” che abbia subito un danno. (altro…)

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martedì, 16 aprile 2013

“L’omissione della diagnosi di un processo morboso terminale, sul quale sia possibile intervenire soltanto con un intervento cd. palliativo, determinando un ritardo della possibilita’ di esecuzione di tale intervento, cagiona al paziente un danno alla persona per il fatto che nelle more egli non ha potuto fruire del detto intervento e, quindi, ha dovuto sopportare le conseguenze del processo morboso e particolarmente il dolore, posto che la tempestiva esecuzione dell’intervento palliativo avrebbe potuto, sia pure senza la risoluzione del processo morboso, alleviare le sue sofferenze”. (altro…)

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martedì, 16 aprile 2013

gioco d'azzardoA seguito di contatto pervenuto alla nostra associazione per mezzo del sito, abbiamo avuto modo di verificare la correlazione tra il gioco d’azzardo e l’assunzione di alcuni farmaci prescritti per la cura del morbo di Parkinson.

Una Signora, a causa, della prescrizione e dell’assunzione di farmaci contenti antagonisti della dopamina, di norma utilizzati per la cura del morbo di Parkinson, ha sviluppato una dipendenza dal gioco d’azzardo, che le ha provocato i comprensibili e scontati danni economici che hanno aggravato la sua situazione di indigenza. (altro…)

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martedì, 16 aprile 2013

Ha un costo anche il patema d’animo sopportato dai genitori alle prese con i postumi di un’operazione subita dalla figlia di appena 15 anni.

Lo ha deciso il giudice Carmelo Barbieri che, in sede civile, ha condannato l’azienda ospedaliera “Santa Maria” di Terni a risarcire 152mila euro alla paziente, che ora è diventata maggiorenne, e 12.500 euro alla madre e al padre di lei.

“Una sentenza davvero innovativa che – spiega l’avvocato Paolo Bernardinetti, legale della famiglia ternana – riconosce gli effetti, per così dire, secondari prodotti da un caso di malasanità .” (altro…)

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martedì, 16 aprile 2013

errore medico

Si definisce errore medico una deviazione da un giudizio (ad esempio, diagnosi) o da un atto medico (ad esempio, prescrizione terapeutica) generalmente ritenuti appropriati.

Esistono due tipi di cause di errore medico: remote ed immediate.

Il carico di lavoro eccessivo, la supervisione inadeguata, le strutture e le tecnologie obsolete, la mancanza o la poca comunicazione tra gli operatori, competenze o esperienze non all’altezza, un’ ambiente di lavoro stressante, recenti riorganizzazioni del lavoro ed obbiettivi in conflitto, sono esse tutte cause remote dell’ errore medico. (altro…)