da
mercoledì, 06 giugno 2018

“Altro caso brillantemente risolto in tempi brevissimi dagli avvocati medici dell’associazione è quello del Sig. M., affetto da diverticolosi del colon, il quale per effetto di un intervento di emicolectomia subiva dai chirurghi dell’Azienda Ospedaliera S. Luigi Gonzaga di Orbassano, la lesione iatrogena della milza e del pancreas. Tale lesione ha provocato nel paziente una fistola pancreatica e una pancreatite necrotica emorragica, che ha condotto il paziente, purtroppo, al decesso. Il caso di malasanità è stato risolto con un risarcimento concordato tra i ricorrenti e la controparte, prima ancora di espletare la consulenza tecnica preventiva, di € 650.000,00.”

da
giovedì, 17 maggio 2018

Il danno tanatologico o danno da morte.

 

Il tema del danno da “morte” ha subito costanti e controverse pronunce da parte della suprema corte di cassazione e dai tribunali di merito. Difatti, se per il danno da perdita del rapporto parentale, gli orientamenti sono univoci, in materia di danno da morte la questione è stata ampiamente dibattuta. Una sentenza illuminante della Cassazione n. 1362/14 aveva riconosciuto il diritto da “perdita della vita” per cui a prescindere da un apprezzabile lasso di tempo tra evento lesivo e morte, sarebbe stato necessario risarcire il danno che avesse determinato il decesso. Tale impostazione è stata ribaltata da una sentenza della Cassazione a Sez. unite n. 15350/2015 le quali ultime hanno affermato che il diritto alla vita non sia suscettibile di risarcimento (malasanità) economico in favore degli eredi, perchè è un bene di cui gode il soggetto che ne dispone unicamente quando è in vita. La sentenza lascia perplessi per una serie di ragioni che per brevità non si espongono in questa sede. Difatti, tale pronuncia deve aver lasciato perplesso anche il Giudice del Tribunale di Genova (sent. 15 febbraio 2016 n. 122), il quale pur conoscendo tale orientamento se ne discosta riconoscendo che il “bene vita” debba essere giustamente protetto anche sotto il profilo economico. La Costituzione art. 2 e art. 32 tutela la vita per cui nel momento in cui viene sottratta (come nel caso di errore medico) per effetto della condotta umana altrui, questa debba essere tutelata e risarcita quale unico mezzo di compensazione per la perdita subita.
da
venerdì, 04 maggio 2018

IL DANNO DIFFERENZIALE

Una sentenza del Tribunale di Ravenna, in materia di malasanità, ha riconosciuto un risarcimento molto al di sotto delle aspettative, incorrendo nell’errore di non calcolare correttamente ciò che viene ritenuto essere il danno differenziale. Il caso è quello del Sig. V.C. il quale per effetto della errata esecuzione dell’intervento di protesi dell’anca sinistra, ha subito lo sfondamento dell’acetabolo. Il chirurgo nel tentativo di riparare la lesione, ha raccolto i frammenti ossei ed avvalendosi di apposito materiale di assemblaggio, ha preparato una sorta di impasto biologico che ha spalmato sul contorno acetabolare. Inutile dire che tale soluzione si è rivelata infausta visto che il CTU nominato, ha riconosciuto un danno al Sig. V.C. pari al 40% di cui solo il 25% (dal 15% al 40%) attribuibile a responsabilità medica. L’errore del Giudice di primo grado è stato proprio quello di calcolare tale danno da 0 a 25% (riconoscendo € 96.074,00) nell’erroneo presupposto che andasse così eseguito. Al contrario, il danno avrebbe dovuto essere calcolato come pregiudizio biologico differenziale del 25% sulla base di un danno permanente complessivo del 40% in quanto il tipo di patologia di cui il V.C. soffriva avrebbe comunque lasciato una lesione (a prescindere dell’errore sanitario) stimabile nel 15%. Tale tipo di pregiudizio va calcolato, secondo l’insegnamento della giurisprudenza ( “La corretta liquidazione del danno biologico differenziale non deve consistere nel punto risultante dalla differenza tra le mere percentuali di invalidità il relativo valore di punto ma deve consistere nella differenza tra il valore economico stabilito per l’invalidità complessiva del danneggiato e quello corrispondente all’invalidità ineliminabile e normalmente risultante in seguito all’operazione eseguita secondo le regole dell’arte.” App. Venezia Sez. IV, 16/10/2017), sottraendo dal danno economico calcolato al 40% il valore economico del danno che comunque sarebbe residuato del 15%, utilizzando le tabelle milanesi. Sulla base di ciò il pregiudizio biologico che deriva da tale computo e dalla sottrazione avrebbe dovuto essere pari ad almeno € 187.557,30

Tale questione è stata rimessa alla Corte d’Appello competente per una migliore valutazione.

da
mercoledì, 07 febbraio 2018

Consenso Clinico : Di cosa si tratta?

“Il caso di cui in sentenza, affronta il problema del consenso informato ovvero quando i sanitari sottopongono i pazienti ad un trattamento medico senza preventivamente spiegare loro quale sarà il percorso clinico, interventistico ed assistenziale, ovvero le conseguenze che si possono produrre e le alternative. Il caso risolto dai professionisti dell’associazione “Danno medico” è quello di una giovane donna, la quale subisce un intervento per asportare un carcinoma “omentale e peritoneale”, un caso evidente di malasanità. Nel corso di questo intervento il chirurgo provoca una lesione del nervo femorale, commettendo un errore medico, provocando un danno biologico quantificato dal CTU nel 4%. I sanitari della struttura sanitaria, non si sono preoccupati di informare correttamente la paziente sui rischi dell’intervento e sulle conseguenze di danno che avrebbero potuto essere causate. Ciò ha determinato l’accoglimento della domanda di risarcimento con il riconoscimento di una somma di denaro pari a 25.000 euro per la lesione del diritto di autodeterminazione. Si tratta di un risarcimento davvero considerevole considerato che il danno biologico subito dalla Sig.ra è del 4%.”
 
Pubblicato in News
da
venerdì, 29 settembre 2017

errore medico

“Altro caso con un evidente errore medico brillantemente risolto ad opera dei professionisti dell’associazione”Dannomedico” è quello relativo ad un signore laziale il quale a seguito di una caduta che determinava una frattura scomposta del tallone, si recava presso la struttura sanitaria ICOT per la ricomposizione della stessa. Purtroppo, i sanitari intervenuti, non hanno provveduto a ricomporre la frattura utilizzando la metodica prevista dalle linee guida e dalla migliore scienza medica, non impedendo inoltre che si determinasse una grave infezione alla sede del tallone. Anche l’infezione non venne adeguatamente individuata e trattata al punto che, diffondendosi, ha dato luogo all’amputazione dell’arto del paziente. Il caso di malasanità si è concluso con un risarcimento pari a circa euro 250.000″

Clicca qui per leggere la sentenza

Pubblicato in Malasanità, News, Notizie
da
martedì, 25 luglio 2017

“L’associazione “Dannomedico” per mezzo del proprio Team di Avvocati e medici legali, ha risolto un altro caso riguardante una Sig.ra di 68 anni, la quale affetta da infarto del miocardio, si recava d’urgenza presso il presidio ospedaliero di una ASL laziale, dotato del laboratorio di emodinamica. Purtroppo, per effetto del fatto che nelle giornate di sabato e domenica il laboratorio stesso non era operativo, non fu possibile procedere all’angioplastica.

Pertanto, fu effettuato l’unico trattamento disponibile, ovvero quello farmaceutico trombolitico.

Questo, purtroppo, fu gravato dall’insorgenza (nella somministrazione di questi farmaci è una conseguenza possibile) di una massiva emorragia intracranica che portò a morte la paziente.

Se fosse stato disponibile il laboratorio di emodinamica, i sanitari avrebbero senz’altro optato per l’angioplastica e la complicanza emorragica (da somministrazione di farmaci trombolitici) che portò a morte la paziente non si sarebbe certamente verificata.

La giurisprudenza della Cassazione ha ormai consolidato il principio della responsabilità da carenza organizzativa o da inefficienza organizzativa.

In altri termini la gestione della struttura sanitaria, sia essa pubblica che privata, deve essere ispirata a parametri di efficienza organizzativa che riducano al minimo, od almeno a livello accettabile, il rischio cui è sottoposto il paziente durante il ricovero.

Nel caso della defunta non fu possibile effettuare la procedura interventistica in quanto, all’epoca del fatto, il laboratorio di emodinamica funzionava solo dai lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00. Purtroppo, questa carenza strutturale (ormai risolta visto che attualmente lo stesso reparto è aperto h24 sette giorni su sette) ha causato, presso lo stesso presidio ospedaliero, altri decessi per le stesse cause, balzati agli onori della cronaca.

Il caso è stato chiuso con un accordo transattivo che ha visto nei confronti degli eredi il riconoscimento di un risarcimento pari ad € 900.000,00.”

Lo storico programma di Rai3, condotto ogni giorno da Salvo Sottile, conferma la mission di sempre: dar voce a chi ha subito truffe, soprusi, disagi, dannomedico presente in diretta come legale.

 

Guarda Il filmato in streaming

 

Scarica Estratto 17.9 MB

 

Scarica Filmato completo  354 MB

 

Posted in News, Notizie
by
giovedì, 08 dicembre 2016
Pubblicato in News, Notizie
da
venerdì, 08 aprile 2016

“Un caso di malasanità risolto in maniera ottimale dall’opera dei medici legali e legali fiduciari dell’associazione “danno medico”, riguarda una giovane donna che ha avuto la sfortuna di soffrire di un episodio acuto cardiaco, nel weekend. Difatti, presso l’Ospedale Belcolle di Viterbo, nel periodo in cui la Sig.ra G.A. subì tale episodio acuto, il reparto dimalasanità emodinamica era, per disposizioni della stessa direzione sanitaria, insindacabilmente chiuso. Fortunatamente, la situazione attualmente è mutata nel senso che tale reparto, attualmente, è aperto H 24. Pertanto, per effetto di tale limite strutturale, i sanitari praticavano alla Sig.ra G.A. un trattamento farmacologico tromboembolitico che provocava alla stessa un’emorragia cerebrale, determinandone il decesso. Si faceva ricorso ad un procedimento ex art. 696-bis c.p.c., accertamento tecnico preventivo, che riscontrava la responsabilità dei sanitari in maniera indiretta e poco chiara. Successivamente, veniva introdotta dai legali, una causa ordinaria per l’accertamento della responsabilità della struttura sanitaria che, stante l’integrazione della consulenza d’ufficio disposta dal Giudice, portava ad un accertamento netto della responsabilità per carenze della struttura sanitaria, che avevano determinato il decesso della Sig.ra G.A. A seguito di tale accertamento, la controversia derivante da tale errore medico veniva chiusa in transazione dietro pagamento del risarcimento di € 900.000 per gli eredi della Sig.ra G.A.”

 

Pubblicato in News
da
lunedì, 15 aprile 2013

Dietro la morte di una donna ternana di 53 anni, R.M., potrebbe nascondersi l’ennesimo caso di malasanità . La figlia ed il vedovo, assistiti dall’avv. Paolo Bernardinetti, hanno presentato in questi giorni una denuncia alla Procura della Repubblica nei confronti dei medici che non le avrebbero diagnosticato per tempo la grave malattia che, nel giro di tre settimane, l’ha condotta alla morte. La mattina del 24 gennaio scorso la donna si sveglia con un improvviso e violento dolore al torace e dietro lo sterno.
La figlia, temendo una crisi cardiaca, telefonava al medico di famiglia che fissa un appuntamento nel proprio studio per il giorno stesso. L’elettrocardiogramma da esito negativo e il medico, stando al racconto dei familiari della donna, le prescrive un’ecografia e la misurazione della pressione del sangue. Ma la situazione non migliora e quando la signora torna a casa la febbre sfiora i 40 gradi.
(altro…)

Pubblicato in News
da
lunedì, 15 aprile 2013
Roma, 20 ott. – (Adnkronos) – Via libera da tre commissioni della Camera: Affari costituzionali, Giustizia e Questioni regionali, alla commissione parlamentare di inchiesta sulla malasanita’ e sui disavanzi sanitari regionali. Il testo unificato che riunisce le tre proposte di legge presentate da maggioranza e opposizione iniziera’ nelle prossime settimane il proprio iter parlamentare. La commissione di inchiesta e’ chiamata ad indagare sulle cause e sulle responsabilita’ degli errori sanitari nelle strutture pubbliche e private e sulle cause di carattere amministrativo, organizzativo e finanziario che hanno contribuito al disavanzo del settore sanitario in piu’ di una regione. Imponente il lavoro che attende la commissione, chiamata ad esempio ad individuare le categorie cui sono riconducibili gli errori piu’ frequenti, con particolare riferimento all’inefficienza ed alla scarsa igiene delle strutture sanitarie; a valutare se gli errori siano attribuibili a carenze di formazione del personale medico e paramedico o da carenze organizzative, aziendali o manageriali; a verificare la qualita’ delle prestazioni sociosanitarie erogate nella fase acuta delle patologie; a monitorare i dati e la casistica sulle infezioni registrate negli ospedali italiani; a verificare lo stato di attuazione e funzionamento del sistema di emergenza-urgenza 118; a valutare i livelli di spesa sostenuti dai cittadini ed il rispetto degli obiettivi di ristrutturazione della rete ospedaliera.

(Pol-Fer/Zn/Adnkronos)

20-OTT-08 15:45