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venerdì, 22 settembre 2017

Accusati per aver utilizzato protesi scadenti  scambiando favori e mazzette: Medici indagati

Monza, l’indagine vede coinvolti medici chirurghi assegnati alla clinica Barbantini. Al momento sale a 21 la lista dei provvedimenti cautelari.

In questi giorni di indagini ordinate dai Pm di Monza e portate avanti dalla autorità giudiziarie della guardia di finanza, emergerebbero mazzette in ambito sanità in cambio di tangenti offerte dalla società produttrice delle protesi Ceraver.

Come al solito chi sono le persone a farne le spese? I pazienti anziani e più deboli che si affidano a professionisti dottori chirurghi corrotti che in cambio di denaro si offrono precipitosi ad impiantare protesi difettose nelle ginocchia degli ignari pazienti.

Protesi difettose: Ecco le presunte confessioni

Stando alle prime confessioni ed intercettazioni effettuate dalle autorità competenti, l’aumentare della “mazzetta” era direttamente proporzionale all’inidoneità della protesi.

In pratica più la protesi non era adatta per l’implantologia sul paziente, più i medici aumentavano la richiesta di denaro all’azienda produttrice.

A momento sono in 12 i medici coinvolti ed arrestati, tre dei quali sono anche specialisti chirurghi di Ortopedia.

Al momento tutte le indagini risultato ancora in corso.

Ricordiamo anche per informazioni relative alle responsabilità mediche, ed in particolare per lo specifico problema di protesi scadenti, ci si può rivolgere alla nostra associazione Danno Medico, la quale ti invierà gratuitamente per un primo consulto, da un medico legale per effettuare i primi accertamenti. Contattaci  tramite il nostro sito siamo una realtà che con la collaborazione di professionisti in tutta Italia fornisce assistenza alle vittime della malasanità.

 

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martedì, 19 settembre 2017

risarcimento medico danno medicoNell’ambito dei servizi pubblici che lo Stato mette a disposizione dei cittadini, vi è l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Queste costituiscono non soltanto un obbligo per l’amministrazione statale a garantire il benessere della collettività, ma rappresentano il nocciolo del diritto alla salute che, all’interno degli stati del welfare, è uno dei diritti fondamentali della persona.

La presenza di strutture sanitarie specializzate e l’impiego di personale medico qualificato, dovrebbe costituire una garanzia per chiunque abbia bisogno di cure, al fine di poter godere di buona salute.

Tuttavia, per diversi fattori che si alternano negli ultimi anni, politiche tese al risparmio della spesa pubblica e tagli ai servizi essenziali, come appunto quello sanitario, hanno portato a non pochi spiacevoli episodi di malasanità. In alcune circostanze si verificano delle lesioni con conseguenti invalidità, in altre invece si assiste a casi di decesso.

Tutto ciò evidentemente è dovuto ad un circuito che si innesta sulla mancanza di sanitari professionali e precisi nel loro operato, oppure strutture non idonee a trattare determinate patologie.

La superficialità e la poca attenzione nella diagnosi e nella cura portano a spiacevoli accadimenti che vedono persone che, a causa di interventi di routine o più in generale di operazioni non particolarmente rischiose, subiscono gravi danni alla salute.

Pertanto è quanto mai necessario che gli effetti del cattivo operato del personale sanitario venga valutato al fine di poter ottenere il risarcimento danni errore medico, ovvero nel poter conseguire l’equa riparazione del danno provocato da condotte non conformi alla perizia, alla prudenza e alla diligenza delle professioni sanitarie.

Dunque, se si ritiene d’essere rimasti vittima di episodi di malasanità, è doveroso affidare la propria vicenda a professionisti che si occuperanno di esaminarne puntualmente tutti gli aspetti. Ciò costituisce l’ambito operativo dell’associazione Danno Medico la quale, grazie all’impegno di avvocati e medici legali presenti in tutti i Fori d’Italia, garantisce un’assistenza totalmente gratuita a coloro che hanno subito lesioni derivanti da scorrette pratiche sanitarie.

In particolare, i nostri esperti valuteranno con attenzione tutti gli elementi della questione posta al loro esame e, qualora sussistano i presupposti per il risarcimento danni errore medico, si procederà ad attivare una particolare procedura con scopo conciliativo oppure il rito ordinario.

Gli obiettivi che vengono promossi dall’associazione non riguardano soltanto l’esito positivo della richiesta risarcitoria, ma anche quello di poter contribuire, grazie al lavoro altamente qualificato dei collaboratori, al miglioramento del servizio sanitario.

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martedì, 25 luglio 2017

“L’associazione “Dannomedico” per mezzo del proprio Team di Avvocati e medici legali, ha risolto un altro caso riguardante una Sig.ra di 68 anni, la quale affetta da infarto del miocardio, si recava d’urgenza presso il presidio ospedaliero di una ASL laziale, dotato del laboratorio di emodinamica. Purtroppo, per effetto del fatto che nelle giornate di sabato e domenica il laboratorio stesso non era operativo, non fu possibile procedere all’angioplastica.

Pertanto, fu effettuato l’unico trattamento disponibile, ovvero quello farmaceutico trombolitico.

Questo, purtroppo, fu gravato dall’insorgenza (nella somministrazione di questi farmaci è una conseguenza possibile) di una massiva emorragia intracranica che portò a morte la paziente.

Se fosse stato disponibile il laboratorio di emodinamica, i sanitari avrebbero senz’altro optato per l’angioplastica e la complicanza emorragica (da somministrazione di farmaci trombolitici) che portò a morte la paziente non si sarebbe certamente verificata.

La giurisprudenza della Cassazione ha ormai consolidato il principio della responsabilità da carenza organizzativa o da inefficienza organizzativa.

In altri termini la gestione della struttura sanitaria, sia essa pubblica che privata, deve essere ispirata a parametri di efficienza organizzativa che riducano al minimo, od almeno a livello accettabile, il rischio cui è sottoposto il paziente durante il ricovero.

Nel caso della defunta non fu possibile effettuare la procedura interventistica in quanto, all’epoca del fatto, il laboratorio di emodinamica funzionava solo dai lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00. Purtroppo, questa carenza strutturale (ormai risolta visto che attualmente lo stesso reparto è aperto h24 sette giorni su sette) ha causato, presso lo stesso presidio ospedaliero, altri decessi per le stesse cause, balzati agli onori della cronaca.

Il caso è stato chiuso con un accordo transattivo che ha visto nei confronti degli eredi il riconoscimento di un risarcimento pari ad € 900.000,00.”

Lo storico programma di Rai3, condotto ogni giorno da Salvo Sottile, conferma la mission di sempre: dar voce a chi ha subito truffe, soprusi, disagi, dannomedico presente in diretta come legale.

 

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giovedì, 08 dicembre 2016
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lunedì, 16 maggio 2016

Un Nuovo caso di Malasanità, dove l’associazione DannoMedico è riuscita a risolvere la controversia.

Altro caso di malasanità  portato a compimento dagli avvocati e dai medici legali della associazione “Danno Medico” riguarda il Sig. G.R. di anni 60, deceduto presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma nel 2010 a seguito di un errato intervento chirurgico per il trattamento di un aneurisma dell’aorta addominale.

La figlia del Sig. G.R., nel sospetto che il padre fosse stato vittima di una grave negligenza da parte dei sanitari della A.O. di Parma, contattava l’associazione. Un medico legale dell’associazione accertava, dopo aver esaminato la documentazione medica, che la morte del Sig. G. era avvenuta a causa della lesione accidentale della carotide destra. Il CTU del Tribunale, confermava dunque la tesi del medico legale dell’associazione e dunque la responsabilità della azienda. Il giudizio terminava con la  decisione del Tribunale di Parma che in accoglimento della domanda introdotta  in data 13.04.2016, condannava l’azienda al pagamento della somma di €  260.000 euro oltre interessi e rivalutazione (pari a € 300.000 circa).   (vedi ordinanza del 13.04.2016 Rg 4401/15)

Per leggere tutta la sentenza del tribunale clicca qui.

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lunedì, 16 maggio 2016

Il caso di Malasanità, riguarda il Sig. R. sottoposto nel mese di agosto del 2009 ad intervento di osteosintesi con applicazione di mezzi di sintesi, per una frattura pluriframmentata scomposta di tibia e perone della gamba destra. Dopo poco tempo stante il persistere di dolori e un peggioramento delle condizioni di motilità era costretto a sottoporsi a successivo intervento, anche a causa del fatto che il ritardo con il quale i sanitari dell’O. I. Di Palermo hanno somministrato le cure, ha favorito lo sviluppo di un processo infettivo e la pseudoartrosi.

L’azienda  sanitaria è stata condannata, nel febbraio 2016 a pagare la somma di € 95.657,21 oltre interessi legali, spese legali e di consulenza d’ufficio.

Per leggere tutta la sentenza clicca qui

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venerdì, 08 aprile 2016

“Un caso di malasanità risolto in maniera ottimale dall’opera dei medici legali e legali fiduciari dell’associazione “danno medico”, riguarda una giovane donna che ha avuto la sfortuna di soffrire di un episodio acuto cardiaco, nel weekend. Difatti, presso l’Ospedale Belcolle di Viterbo, nel periodo in cui la Sig.ra G.A. subì tale episodio acuto, il reparto dimalasanità emodinamica era, per disposizioni della stessa direzione sanitaria, insindacabilmente chiuso. Fortunatamente, la situazione attualmente è mutata nel senso che tale reparto, attualmente, è aperto H 24. Pertanto, per effetto di tale limite strutturale, i sanitari praticavano alla Sig.ra G.A. un trattamento farmacologico tromboembolitico che provocava alla stessa un’emorragia cerebrale, determinandone il decesso. Si faceva ricorso ad un procedimento ex art. 696-bis c.p.c., accertamento tecnico preventivo, che riscontrava la responsabilità dei sanitari in maniera indiretta e poco chiara. Successivamente, veniva introdotta dai legali, una causa ordinaria per l’accertamento della responsabilità della struttura sanitaria che, stante l’integrazione della consulenza d’ufficio disposta dal Giudice, portava ad un accertamento netto della responsabilità per carenze della struttura sanitaria, che avevano determinato il decesso della Sig.ra G.A. A seguito di tale accertamento, la controversia derivante da tale errore medico veniva chiusa in transazione dietro pagamento del risarcimento di € 900.000 per gli eredi della Sig.ra G.A.”