Risarcimento malasanità

La malasanità purtroppo è un cancro incurabile che si espande all’interno della società. Letteralmente si intende per malasanità una carenza generica della prestazione dei servizi professionali rispetto alle loro capacità che causa un danno al soggetto beneficiario della prestazione.

Facile immaginare come negli anni, la malasanità abbia assunto significati differenti paralleli all’evoluzione della società stessa: chi sosteneva che fosse una evidente e dimostrata mancanza di conoscenza e/o abilità nella conduzione della pratica clinica, oppure associata agli errori nei reparti di medicina che cambiano a seconda dell’incertezza tipica delle varie discipline; in tempi più recenti si è cercato di circoscrivere la definizione di malasanità in quattro concetti coesistenti: un obbligo dovuto e violato e che tale violazione ha portato danno al paziente, sia immediato che differito nel tempo. Come per ogni controversia, durante il processo per risarcimento malasanità, la parte lesa o chi per lei deve dimostrare l’assolutezza della conseguenza dell’operato medico rispetto al danno subito dal paziente, d’altra parte, il medico o la struttura sanitaria che sia deve ovviamente dimostrare il contrario, anche qui con prove certe e assolute, nel tentativo di difesa di dimostrare che le cure o operato effettuato su quel determinato paziente non hanno fatto scaturire nulla di patologico nuovo.

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