Sono circa 15mila i medici indagati per errori o presunti tali avvenuti su pazienti di ogni tipo. Di fronte ad un numero così importante bisognerebbe chiedersi perchè questo accade: spesso la causa della malasanità dipende da diversi elementi e disservizi insiti nel sistema stesso, mancanza di personale, turni estenuanti, attrezzature non sempre aggiornate o funzionanti correttamente e diagnosi tardive a causa delle lunghissime liste di attesa del servizio pubblico.

La malasanità sta diventando sempre più un problema sociale; spesso la figura del medico viene infangata e privata della sua credibilità. In casi del genere, ogni media rende la notizia di dominio pubblico, ma se ovunque si legge che gli errori medici sono all’ordine del giorno, e sono la prima causa di morte, quale attendibilità può avere agli occhi di un paziente un medico che gli suggerisce abitudini più sane? Cosa deve fare un paziente per far valere i propri diritti?

A tale proposito stanno nascendo in Italia diverse Associazioni a cui rivolgersi come la nostra con la funzione di informare, aiutare ed assistere le vittime dirette di errori medici e di indirizzarli verso strutture più adeguate e cercare di ottenere un rimborso.

Nell’ormai lontano 2007, durante un convegno di medici all’Istituto dei Tumori di Milano, è stato discusso del fatto che nel nostro paese ci sono circa 90 vittime, di errori medici, al giorno, cioè qualcosa che oscilla tra i 30 e i 35mila in un anno. Per vittime ovviamente va inteso sia le persone che restano menomate in modo più o meno grave e sia coloro che a cusa della malasanità muoiono. 

La maggior parte delle volte le vittime ignorano quali potrebbero essere le vie per poter chiedere un risarcimento, non conoscono i propri diritti e sopratutto non sanno a chi potersi rivolgere, eppure il risarcimento è stabilito dal nostro ordinamento giudiziario. Infatti la giurisprudenza ha riconosciuto la possibilità di ricondurre la responsabilità di una cura o terapia sbagliata e delle relative conseguenze  alla struttura ospedaliera o medico che sia. Inoltre si è spesso riscontrata purtroppo la mancanza di trasparenza e chiarezza di comunicazione tra medico e paziente, il quale ultimo ha tutti i diritti di essere informato nel modo più esauriente possibile sulla terapia, sulle cure e sulle conseguenze che queste apportano.

 


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